McCarey Leo

Duck Soup

Autore: 
McCarey Leo


 
 
 
Siamo nel 1933, il sonoro ha appena rivoluzionato il cinema: il film ora si basa quasi esclusivamente sul dialogo. Grandi star hollywoodiane del periodo muto svaniscono; altre vengono letteralmente distrutte dal nuovo sistema, Buster Keaton è il caso per eccellenza; altri ancora si ostinano a rifiutare il parlato, come  Charlie Chaplin, ma ancora per pochi anni.
I Fratelli Marx basano buona parte della loro vis comica sul dialogo, in special modo Groucho, e il cinema prima del 1928 (data del grande evento) non poteva prenderli in considerazione. In realtà nel 1921 i Fratelli girarono un film muto a proprie spese, intitolato Humorisk, ma non venne distribuito perché considerato da subito un prodotto scadente. Ebbero molto successo in teatro e nel vaudeville, e avrebbero dovuto aspettare sino al 1929 prima di realizzare il primo lungometraggio, The Cocoanuts, cui seguiranno Animal Crackers, Monkey Business, Horse Feathers e finalmente Duck Soup.
 
 
 
Il titolo originale del film è Zuppa d'Anatra, un'intestazione senz'altro surrealista, inspiegabilmente sostituito in Italia con quello attuale ben più insipido e sensato.
La storia narra dell'ascesa al potere di Rufus T. Firefly, interpretato da Groucho Marx, un lunatico dittatore dello Stato di Freedonia in perenne antagonismo col rivale Trentino, Capo del Governo di Sylvania. Il dittatore Firefly corteggia una signora alto borghese spudoratamente per i suoi quattrini, Trentino si occupa di spiare tutte le mosse del suo nemico ingaggiando due Spie: Chicolini e Pinky. Questi due imbranati investigatori, interpretati rispettivamente da Chico e Harpo, si travestono da venditori di noccioline e inspiegabilmente diventano l'uno autista personale di Firefly, il secondo Ministro della Guerra per lo Stato di Freedonia. Dopo svariati screzi infantili tra i due Capi di Stato, la guerra sarà inevitabile.
 
 
 
Per la prima volta i Marx vengono diretti da un artista di talento, Leo McCarey già regista per Laurel & Hardy, il quale decide di eliminare i classici momenti musicali di arpe o pianoforti, tipici elementi dei lavori precedenti, per dare maggior spazio alla gag. Troviamo dunque qualche canzone corale, parodie da operetta, due o tre esibizioni di Groucho ma il resto è puro materiale comico. Non a caso Duck Soup viene considerato come il loro capolavoro: più spazio per le gags mute di Harpo e meno per la logorrea sconvolgente di Groucho.
La contraddizione è il filo conduttore di questo viaggio anarchico nell'Universo Marxiano. Il cinema dei tre fratelli predilige come campo di battaglia il tema borghese: hotel costosi, navi da crociera, ville lussuose, l'Università, ed ora la politica. Una politica totalitaria, dove le leggi non valgono per chi sta al Governo, ma per tutti gli altri. E al timone del film non possono non esserci i Marx, catapultati in un mondo che li ha richiesti  prendendosi le proprie responsabilità: la pellicola comincia con la signora Teasdale (Margaret Dumont) la quale afferma di voler elargire dei finanziamenti solo in caso venisse eletto Presidente Fufus T. Firefly. Ed anche le due spie Harpo e Chico vengono chiamate in causa, assunte da Trentino (Luis Calhern), a carpire informazioni segrete. Non si autoinvitano nel film, vengono invitati sul trono di protagonisti. E sia. Il risultato non può che essere catastrofico.
Essendo alle redini del plot, i tre diventano autoritari col resto degli elementi filmici: hanno il potere di stravolgerne le regole. Viene dato loro il diritto di cancellare ogni logica narrativa: gli antagonisti ora combattono fianco a fianco, poi tornano nemici ed ancora compagni. Quando la guerra è ormai scoppiata Chicolini dice “Sono tornato”, “Perché?” chiede Firefly, “Perché qui si mangia meglio”.
 
 
 
 
Il film gioca su dei contrasti evidentissimi come il rapporto parlato/muto, Groucho/Harpo, sequenze di sfrontato corteggiamento/sequenza dello specchio rotto. L’intero svolgersi della trama è un susseguirsi di avvenimenti logici ma improbabili. Del resto lo spettatore sta dalla parte dei protagonisti che sono in definitiva un dittatore e due opportunisti, ed è contro un Capo di Stato che si preoccupa solo di espandere il proprio territorio.
“Mi vuole sposare? È davvero così ricca? Risponda prima alla seconda domanda” è una delle battute più celebri del 'corteggiamento' di Firefly verso la signora Teasdale, e sta a significare l'irriverenza e il cinismo del personaggio di Groucho.
Non senso, irrealtà, infantilismo e una buona dose di ritmo rendono Duck Soup un gioiello di cinema surrealista e contestatore.
 
 
Rottura dei valori patriottici, morali, etici, anche cinematografici: Groucho spesso fa una cosa vietatissima nel cinema di allora: lo sguardo in macchina che coinvolge lo spettatore. Rende partecipi al mondo diegetico noi che assistiamo dalla quarta parete, cioè al di là del filmato, quindi dall'extradiegetico. Anche il sesso è fondamentale nei Marx e non è mai 'normale': Harpo che preferisce dormire col cavallo piuttosto che con la bionda, Groucho che fa riferimenti espliciti (per l’epoca) alla bella di turno o anche con due assieme...
Ma essendo un film di una delle cinque Case Produttrici imperanti all'epoca d'Oro di Hollywood, l’unità del narrato è impeccabile. Non ci sono divagazioni e digressioni, le sequenze sono perfettamente inanellate seguendo una traccia narrativa ben delineata, ma le immagini che scorrono lungo lo schermo in sala sono guidate dalla follia, dalla goliardia pura come l’anima dei tre liberi protagonisti. La guerra viene presa di mira in modo esemplare, tanto da essere bandita, alla sua uscita, dal territorio italiano durante il fascismo. Il film infatti arrivò non prima degli anni ‘60 e solo in un circuito essai. 
 
 
 
Trovate geniali, assenza totale di tempi morti, ritmo, letizia, schizofrenia, assenza di costanza, il film è come una bomba ad orologeria dove le lancette man mano aumentano di velocità sinché il tutto si risolve in una rumorosa esplosione di gioia solida che lascia senza fiato e con un unico desidero in mente: quello di riavvolgere la cassetta e ripetere la proiezione.
 

Regia: Leo McCarey.

Soggetto: Bert Kalmar, Harry Ruby.
Sceneggiatura: Arthur Sheekman e Nat Perrin.
Direttore della fotografia: Henry Sharp.
Montaggio: LeRoy Stone.
Interpreti principali: Groucho Marx, Harpo Marx, Chico Marx, Zeppo Marx,  Margaret Dumont, Luis Calhern
Musica originale: Bert Kalmar, Harry Ruby, John Leipold.
Produzione: Paramount Picture
Origine: Usa, 1933.
Durata: 70 minuti.
 
Titolo italiano: La guerra lampo dei fratelli Marx.
 
Fratelli Marx su Lankelot:
 
 
Libri 
 

ISBN/EAN: 
5050582060744

Commenti

“Rottura dei valori patriottici, morali, etici, anche cinematografici: Groucho spesso fa una cosa vietatissima nel cinema di allora: lo sguardo in macchina che coinvolge lo spettatore. Rende partecipi al mondo diegetico noi che assistiamo dalla quarta parete, cioè al di là del filmato, quindi dall'extradiegetico (…)Trovate geniali, assenza totale di tempi morti, ritmo, letizia, schizofrenia, assenza di costanza, il film è come una bomba ad orologeria dove le lancette man mano aumentano di velocità sinché il tutto si risolve in una rumorosa esplosione di gioia solida”.

Grazie. Splendido. Tutto: scrittura & significati veicolati & spiegazione & passione.

:)

Il regista McCarey aveva già utilizzato la sequenza dello specchio nel '24, in un suo film con Charley Chase, "Sittin' Pretty". Ecchelo:

http://www.youtube.com/watch?v=d4VdIZLiRec

Domani su Italia1! ... ma

Domani su Italia1!

... ma alle 4 e mezza del mattino.

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