Autore:
Lanzo Gemma, Antermite Costanzo
“Più si esplora il fantastico in profondità più è necessario essere realistici nella forma. Ho spesso ripetuto che il mio desiderio è di fare ‘documentari fantastici’. Più mi avvicinerò a questo traguardo, maggiore sarà l’effetto sovversivo dei miei film. In questa concezione non c’è spazio per la musica (salvo che come artefatto). I rumori reali sono molto più efficaci” (pag. 93)
Il sesto numero di
Moviement, rivista per cinefili “de fero”, è dedicata al maestro ceco
Jan Švankmajer. È, se non erro, la prima monografia nella nostra lingua sull’autore di
Cospiratori del piacere, ed è suddivisa in saggi di compatrioti e analisi tradotte dall’inglese: scava a fondo nella lunga filmografia del nostro, a partire dagli strepitosi cortometraggi, sino all’ultimo inedito film,
Surviving Life. C’è da notare che, nel mercato italiano, è accessibile soltanto un blocco di corti, racchiusi in un cofanetto di
dvd, mentre i lungometraggi sono reperibili solamente col peer to peer. L’ultimo film poi, è semplicemente introvabile, tanto che l’ottimo Michele Faggi, autore di un saggio estremamente interessante e colto, rivela di averlo visionato al Festival di Venezia; fortuna invidiata, nella vana attesa di reperirlo.
Gemma Lanzo e Costanzo Antermite, i curatori della serie di Moviement, mostrano un certo coraggio nell’imbattersi in Švankmajer, ma basta dare un’occhiata al loro catalogo per scoprire quanta spericolata cinefilia guidi le loro scelte: un nome su tutti, la geniale e boicottata
Kira Muratova, che certo non vanta grande popolarità nella nostra Italia.
La rivista è perfetta per chi ama il cinema di Švankmajer e ne cerca i segreti più reconditi. Si comincia con un’introduzione dei due curatori, per poi penetrare subito in questa singolare e bizzarra forma d’arte, che mescola il teatro delle marionette alla plasmabilità dell’argilla, al collage, alla recitazione in carne e ossa. Luigi Castellitto agisce lungo il filo cronologico delle opere per fermarsi al penu
ltimo lungometraggio, Sileni, del 2005 dove si incontrano i percorsi narrativi più cari al regista: il tema della follia, il surrealismo, la filosofia di De Sade. I testi di David Sorfa, T. R. White, J. E. Winn e Michael O’Pray, tradotti dalla curatrice, indagano con solerzia il ruolo degli oggetti, fondamentale e polivalente, e l’influenza di artisti come Edgar Alla Poe e l’Arcimboldo. Un altro saggio, di Adrian Martin, tradotto anch’esso da Gemma Lanzo, si sposta su un piano meramente teorico e torna nel passato affrontando le fasi della storia del cinema di animazione, che trova in Švankmajer un esponente di rivoluzionaria influenza.
“Forse dovrei ammettere una certa ‘debolezza’ per alcune forme obsolete di arti popolari: le marionette, lo scenario dei vecchi burattinai, i vecchi giochi, i poligoni di tiro, i bersagli meccanici dei luna-park ed in letteratura i romanzi noir (al cinema
George Méliès,
Louis Feuillade). Che non si discosta poi tanto dalla ‘debolezza’ della maggior parte dei surrealisti. Accumulo volentieri questi soggetti e poi li rilascio nei miei film” (pag. 92).
La vera chicca del volume sta, senza dubbio, nelle tre interviste rilasciate a Peter Hames nell’arco di quasi quindici anni, in cui si viene a conoscenza da fonte diretta di formazione, influenze, preferenze, tecniche e collaborazioni artistiche del regista ceco. Vien fuori il ritratto di un artista ribelle, punito dal Partito perché dedito a un cinema lontano dalla realtà (“Tra il 1973 ed il 1980 non mi è stato permesso di girare alcun film” pag. 97) e capace di tenere nel cassetto dei progetti sviluppati a distanza di decenni. In ultimo, prima della filmografia che conclude il volume, un Decalogo, scritto dallo stesso artista, in cui vengono dati dei suggerimenti su come generare un’opera d’arte. Ma è l’ennesimo trucco. Lo stesso Švankmajer rivela: “Solo perché ho formulato il Decalogo, non significa che lo abbia coscientemente rispettato”. Ci saremmo stupiti del contrario.
EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Jan Švankmajer (Praga, 1934) è un regista e artista ceco legato al Surrealismo. Autore di numerosi corti e sei lungometraggi, è considerato un maestro del cinema surrealista contemporaneo.
Moviement, “Jan Švankmajer”, a cura di Gemma Lanzo, Costanzo Antermite, Gemma Lanzo Editore, Manduria (Ta), 2010.
Luca Martello, marzo 2011.
Commenti
[Jan Švankmajer] HAMMER! "Il
[Jan Švankmajer] HAMMER! "Il sesto numero di Moviement, rivista per cinefili “de fero”, è dedicata al maestro ceco Jan Švankmajer. È, se non erro, la prima monografia nella nostra lingua sull’autore di Cospiratori del piacere, ed è suddivisa in saggi di nostri compatrioti e analisi tradotte dall’inglese, scava a fondo nella lunga filmografia del nostro, a partire dagli strepitosi cortometraggi, sino all’ultimo inedito film, Surviving Life. C’è da notare che, nel mercato italiano, è accessibile soltanto un blocco di corti, racchiusi in un cofanetto di dvd, mentre i lungometraggi sono reperibili solamente col peer to peer. L’ultimo film poi, è semplicemente introvabile, tanto che l’ottimo Michele Faggi, autore di un saggio estremamente interessante e colto, rivela di averlo visionato al Festival di Venezia; fortuna invidiata, nella vana attesa di trovarlo nei nostri scaffali."
[Svankmajer] che
[Svankmajer] che rapido! Auguri a Lankelot!
[svankmayer] viva hammer,
[svankmayer] viva hammer, bandiera di lankelot!
[svank] Viva noi!
[svank] Viva noi!
[svank] correggo la s del
[svank] correggo la s del titolo...
[svank] che la forza di
[svank] che la forza di Epicentro sia con noi.
segnalo anche la mia rec del medesimo titolo apparsa su indie-eye:
http://www.indie-eye.it/cinema/strana-illusione/moviement-n-6-–-jan-svankmajer-di-aa-vv-gemma-lanzo-editore-2010.html
e mi accodo festante agli auguri per questo monello di otto anni più iperattivo e scaccolante che mai.
[Švankmajer] Una vera chicca
[Švankmajer] Una vera chicca questa, Luca. Cercherò di vedere quello che si può vedere. W Lankelot!
[Svank] Grazie And, sul tubo
[Svank] Grazie And, sul tubo trovi un bel po' di cose :) Simone: Charley Bowers è un dio.
[svank] questo sì che è un
[svank] questo sì che è un principio fascinoso, e fertile di ispirazione: "Più si esplora il fantastico in profondità più è necessario essere realistici nella forma". Grande incipit hai scelto, Luca.
[svank] "Vien fuori il
[svank] "Vien fuori il ritratto di un artista ribelle, punito dal Partito perché dedito a un cinema lontano dalla realtà (“Tra il 1973 ed il 1980 non mi è stato permesso di girare alcun film” pag. 97) e capace di tenere nel cassetto dei progetti sviluppati a distanza di decenni."
> mmm. Mi torna in mente spesso questa vicenda dell'ispirazione derivata, tragicomicamente e paradossalmente, dalla censura, post averne letto, e averne ragionato con qualcuno, qui, nel libro ottimo del bessarabico Ernu: http://www.lankelot.eu/letteratura/ernu-vasile-nato-urss.html una delle letture più interessanti e inattese del 2011.
Cercherò di studiarmi il tuo amato Svank a dovere, Hammer. Grazie.
[svankm.] martello ne parla
[svankm.] martello ne parla qui, http://lankelot.eu/letteratura/lanzo-gemma-antermite-costanzo-coen-broth...