Lupi Gordiano

Nemici miei. Consigli utili per difendersi da scrittori, editori e giornalisti inutili

Autore: 
Lupi Gordiano

“Nemici miei” è un libello satirico: un pamphlet – il secondo di Lupi dedicato al tema, dopo “Quasi quasi…”; il terzo in pochi anni edito da Baraghini per Stampa Alternativa, dopo “Editori a perdere” della Bendia – che denuncia vezzi e corruzione e decadenza dell’editoria e della letteratura italiana. Rispetto al primo capitolo lupiano, questo ha il sapore franco e inconfondibile del regolamento di conti. I concetti già espressi in precedenza vengono ribaditi con chiarezza; si va dall’avversione nei confronti degli editori-stampatori previo contributo autoriale al disprezzo per i corsi di scrittura creativa, dall’ostilità nei confronti delle stampa mainstream, quotidiana e periodica, al teppismo a danno delle peggiori (e più pubblicizzate) pubblicazioni.

L’impatto è positivo e divertente. Lupi – in salsa Baraghini – contribuisce a demistificare la realtà e a smitizzare qualche autore dalle precoci (e solo apparentemente incomprensibili) fortune, segnalando al contempo i suoi punti di riferimento novecenteschi e, progressivamente, contemporanei. Con piacevole autoironia non nasconde il suo stato d’animo e trasfigura la sua esperienza biografica, giocando una volta ancora la carta dell’irridente outsider di provincia: l’epilogo è emblematico… “Io continuo a fare la solita vita, qui a Piombino, lavoro in banca, sputo veleno sulla vita e sul mondo letterario, scrivo romanzi, spedisco pacchi celeri alle case editrici e attendo. Un giorno o l’altro smetterò, forse. Ma per adesso no. Per fortuna qualcuno risponde. E a me ne restano ancora di cose da dire” (p. 122). E noi ascolteremo. Intanto prendiamo atto di questo nuovo atto d’accusa contro il sistema, immalinconiti dall’apparente immobilità del sistema letterario; Gordiano è tenace nella critica ai guasti e ai guastatori: il limite del testo è purtroppo l’assenza d’un’analisi delle cause. Il lettore deve necessariamente contribuire, congetturando e ragionando: il libro che denuncia i legami tra partiti politici e case editrici, per capirci, o le ragioni dell’attuale liceità della concentrazione massima dei quattro poteri (pubblicazione; distribuzione; promozione a mezzo stampa; vendita diretta) nelle mani di pochi e ben riconoscibili gruppi editoriali, a danno di centinaia di editori piccoli e medi, non è questo. Sia chiaro: dai tipi di Baraghini e da Lupi in particolare, a questo punto, questo m’attendo, la pubblicazione del libro che nomina e sgretola il male, andando alle fonti. Non solo i malfattori, non solo le malefatte, non solo i pessimi autori e le recensioni promozionali e via discorrendo. Altrimenti si fa colore: il colore diverte. Ma è fondamentale, perché combattere si può e si deve, e non per strappare mille copie in più ma per cambiare la cultura della Nazione, è fondamentale dico andare alla fonte. Anche quando a quell’altezza si nasconde qualche vecchio amico, e qualche vecchio simbolo.

Torniamo a “Nemici miei”. Il ludico libello presenta – è un unicum nella produzione lupiana – un omaggio al rovescio, in apertura. Se nei suoi libri di narrativa spesso accade d’incontrare versi o frammenti di prosa di autori amati, stavolta l’importante tributo viene (satanicamente) rovesciato: s’incappa in una infelice battuta di Alessandro Piperno, recente caso letterario del gruppo Mondadori (sostegno multiplo: Ferrara e Il Foglio in primis; ma anche diverse testate web rette da narratori contemporanei).

Quindi si va per ordine alfabetico, da “Agenti Letterari” a “Wu Ming”. Lupi, che ribadisce che tutti dovrebbero ricordare che scrivendo si guadagna poco o nulla a meno di non ritrovarsi nella mitologica condizione di chi riceve un anticipo (prassi Mondadori), ha aperto un blog dopo aver scritto “Quasi quasi…”: ha ricevuto attestati di stima e incoraggiamento e solenni bastonate, anonime di norma, della serie “Poveraccio, ma smettila”. Rivendica la ricercata sciatteria della lingua di “Quasi quasi…” ammonendo certi oppositori a non insistere su certi tasti.

Nel libro si smascherano gli agenti letterari saprofiti; quelli veri non domandano denari perché guadagneranno solo e soltanto dalla vendita del manoscritto. Come avviene altrove, là dove è nato il falso mito del loro potere: in America. In ogni caso, per approfondire si segnala una volta ancora “Editori a perdere” della Bendia.  

Segnalazioni positive per i misconosciuti Boccardi e Penni (p. 24: scuderia Stampa Alternativa), Lansdale (in particolare per gli horror), Veronesi (“La forza del passato”), Buzzati, Tabucchi, Pallavicini, Carver, Calvino, Cassola, Pavese, Consonni (“Wrong”, recensito anche da Pallavicini su Pulp), il regista Virzì.

Torturati e seviziati, nel testo, l’atroce Santacroce e la scadente Melissa P., Brizzi di “Jack Frusciante”, Balestra e Coelho; Ammaniti, che esalta Lansdale senza averne titolo: chi è Ammaniti?, la Vinci che plagia “Giardino di cemento” di McEwan nel suo “Brother and Sister”, Avoledo che per diletto parla di costume su un periodico, Capossela per i suoi strapromossi raccontacci, De Carlo che sta riscrivendo “Due di due” da circa ventuno anni, la Ciabatti da Orbetello che campa per stroncature a tutta pagina; Citati per le marchette sulla collana dei classici del suo gruppo editoriale e D’Orrico per l’arte della marchetta, in generale (memorabile il passo sul “poeta” Pietro Bottai) e il di lui figlio Faletti; la Cochetti per il pressappochismo de “L’autore in cerca di editore”, l’editore Dino Audino (già redattore/usurpatore di Savelli) e i suoi manuali americani brossurati da euro diciotto, l’ex arbitro Collina che pubblica una biografia illeggibile e irrichiesta, il commissario Giuttari e il suo secondo lavoro da romanziere, l’inqualificabile libraccio di cronaca nera dell’altro ferraride Giorgio Dell’Arti; Gene Gnocchi e le sue pubblicazioni in Stile Libero, racconti e poesie, la Mazzantini e i romanzi da sartine (con parziale rivalutazione della Tamaro!), Nove e l’orrore della stupidità e della mediocrità messa a sistema, Orengo e Tuttolibri, Minimum Fax e le sue mediocri antologie acchiappanicchie, la merda del “Corpo” di Scarpa e la medietà buonista del Veltroni narratore da 19 Marzo. Più tenero con i Wu Ming e il fu Luther Blissett, in un capitolo finale che sembra paradossalmente quasi pubblicitario, a meno di non voler riconoscere intenti speculativi nel loro copyleft (caro ai Quindici).

In sintesi, naturalmente consigliato a quanti vogliono notizie di prima o di seconda mano a proposito di determinate dinamiche dell’editoria italiota, a quanti smadonnano un giorno su due per via delle ingiuste affermazioni degli annuali casi letterari, a quanti vogliono godere leggendo qualcosa di poco agiografico a proposito degli stessi nomi che circolano da anni. Finalmente.

Concludo auspicando che non sia finita qui, e che – vado per metafora calcistica – nel prossimo libro non si giochi in contropiede, marcando a uomo, ma che si pratichi un gioco intelligente e spettacolare come quello della Roma di Eriksson, di Zeman o di Spalletti. Puntando non più ad arroccarsi in una eroica difesa, ma a gonfiare la rete biancazzurra o rossonera come dio comanda, a oltranza. E alla fine magari segna una vecchia gloria, di testa, in tuffo.
E se anche si dovesse perdere, Tommasi insegna: dobbiamo costruire la cultura della sconfitta. Mica è detto che perdere sia sbagliato… basta giocare, e combattere. Fino alla fine. Forza Lupi.

“È il seguito ideale di Quasi quasi, una seconda parte del mio fazioso viaggio nel mondo letterario italiano. Questo nuovo libro è concepito come un dizionario degli autori da evitare, non mancano pagine sarcastiche, cattive, satiriche, ironiche… ma non sempre sono state capite, soprattutto da certi bersagli pieni di sé ma privi di autocritica. Non scriverei più un libro come questo, come non rifarei un Quasi quasi, non mi sono serviti a niente, se non a farmi dei nemici tra i più permalosi… Il mondo letterario italiano non è certo cambiato per merito mio, ma tutto è continuato come prima. Ogni giorno nasce un editore a pagamento (pure tra gli insospettabili) e frotte di fessi corrono a ingrassarlo, magari dopo se la prendono con i piccoli che fanno onestamente il loro mestiere. Ogni giorno nascono agenti letterari che si fanno pagare per fare editing e dopo non vendono un tubo a nessuno, magari gli unici editori che trovano sono a pagamento... Ogni giorno il buon D’Orrico riempie le pagine del Corriere della Sera di idiozie mascherate da scoperte letterarie (vedi Piperno e soci...). Nemici miei e Quasi quasi sono due libri nati da solenni incazzature, ma credete a me era meglio se le incazzature me le tenevo...” – scrive Lupi nel maggio 2007.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE

Gordiano Lupi (Piombino, 1960), romanziere, poeta, saggista, recensore, soggettista, sceneggiatore, traduttore, editore italiano.

Gordiano Lupi, “Nemici miei. Consigli utili per difendersi da scrittori, editori e giornalisti inutili”, Stampa Alternativa, Viterbo 2005. 

È stato recensito o presentato da: Bassoli su Stradanove / Bottero su Fumetti di Carta / Sabatini su Editoria /  Baraghini su Lettera 22 / Mistretta /  Rassegna Stampa Cartacea

Approfondimento in rete: Sito ufficiale di Gordiano Lupi / Blog di Gordiano Lupi / Casa editrice di Gordiano Lupi / Intervista di Giorgini (Kult) / E-book gratuiti / Lattanzi su Lupi / Controstorie (Letteratitudine) / MilanoNera
 

GORDIANO LUPI in LANKELOT

 

Gianfranco Franchi, Maggio 2007.

ISBN/EAN: 
9788872268902

Commenti

Alè!

bellissiimo. E di gusto. Sorge, tra le righe quasi una speranza. Leggevo e sorridevo, in alternanza, poi ho confuso entrambe le attività. Tra le tante citazioni, solo un dubbio. La Ballestra. Il suo esordio dico, non la sua morte precoce. Ne riparliamo magari.Ma la sostanza è quel che dice Lupi e che tu esplichi.

speriamo. La battaglia vera è appena iniziata. Gli dei sono dalla parte giusta, gli uomini non mancano, lo spirito è quello giusto. I nemici hanno nome, cognome, librerie e organi di stampa. Basta schierarsi, prendere, caricare. Distruggere, finalmente. Molto maschia come attività:). Che sia poi una generazione di donne letterate a creare qualcosa di nuovo...

3. bah, sai che potrei darti qualche chicca privata sulla chiusa che fai? di genere sociologico-ciaostico dico. In ogni caso la Silvia che dicevo esordì con tondelli, e fece un eclatante (solo per me) esordio. Molto meglio del Brizzi power o della Santacroce edition, allora (albori anni novanta e limitrofi). Sono quasi ferrato, in materia :-)

Scrivine! Manca, da queste parti... pensaci! Occorre. Io ho cercato invano grazia, negli anni, leggendo - a parte le varie pessime qui nominate e non di rado recensite - anche la Stancanelli. Sempre einaudiota.

a proposito il fatto che ammaniti legga (?) Lansdale, lo commenti e lo introduca mi inquieta profondamente da tempo

Piuttosto inquieta che altrove abbia osannato uno come Bunker, per capirci. Come critico Ammaniti è un colabrodo:)

ok Ballestra e chicche vorrei, magari ve ne parlo, sul serio. E:
"Segnalazioni positive per i misconosciuti Boccardi e Penni (p. 24: scuderia Stampa Alternativa), Lansdale (in particolare per gli horror), Veronesi (?La forza del passato?), Buzzati, Tabucchi, Pallavicini, Carver, Calvino, Cassola, Pavese, Consonni (?Wrong?, recensito anche da Pallavicini su Pulp), il regista Virzì"
un sacco di nomi che, sai, mi intrigano :-)

Io sottolineo questi Boccardi e Penni che non avevo - limite mio - mai sentito nominare... mi incuriosiscono molto. Quanto agli altri nomi, approvo su tutta la linea con viva perplessità su Carver e curiosità, come sai, su Lansdale:)

7. Quando ho visto le sue introduzioni ( e dopo aver letto i suoi "capolavori") ho capito che qualcosa non andava. Se c'è qualcosa lontana da Lansdale é Ammaniti. Poi magari non vale, o non comunica, l'americano. Ma sono agli antipodi, garantito by Baol

Ottimo:)

e di stampa alternativa vi segnalo, ad inizio anni novanta, nell'ambito dell'iniziativa "mille lire" o qualcosa del genere, Alvise Oltrona Visconti. Un genio. Ovviamente scomparsa. Argh.

Di Boccardi avevo un libro (facile averne uno, è l'unico!!! che io sappia) poi l'ho prestato...e non è più tornato!!! consiglio. si trova qualcosa anche su internet, almeno, io trovai a suo tempo un "fondo boccardi", con alcuni racconti, inediti e della raccolta.
Boccardi si suicidò senza aver pubblicato agli inizi degli anni '90...nella raccolta "vite minime" c'è anche un racconto che parla di...se non ricordo male...qualcosa come...call center....anche se non si chiamano così, ecco...(se poi mi ricordo male uccidetemi!!!!-)
insomma consiglio vivamente.
qua link al fondo:
http://www.associazioneilfondo.it/
ciaociao!!!

Boccardi è un grande scrittore toscano dimenticato.Vite Minime lo ha pubblicato Stampa Altertnativa, ma c'è altro in giro, soprattutto alla Biblioteca di Massa Marittima...

Una terza puntata di questo libro è impensabile. Io non la scriverò mai. Mi sa che ho perduto l'incazzatura e mi sono rassegnato.

Lupi

(qualcuno tra voi scriverebbe di Boccardi, per favore?)
*
Gordiano, eppure è un peccato, la terza puntata sarebbe quella necessaria e determinante. Pensaci.

di boccardi potrei scrivere solo le sensazioni che mi ha lasciato, il libro è andato. e in fondo sono contento che sia andato a chi è andato. ciao;-)
buon finesettimana a tutti quanti!!!
ndr

Ci vuole un bel po' di pazienza per fare della propria rabbia un libro con tanto di nomi e cognomi. Resto comunque dell'idea che se certe recensioni marchettare fanno presa, è perchè chi compra non legge, segue semplicemente una moda. I lettori veri sanno cosa evitare e di chi diffidare, ma fa benissimo Lupi a ribadire.
Bella la metafora calcistica in chiusura. Se voleva essere un "velato" riferimento al derby, però, la rete è biancoceleste, non biancazzurra. :)

:) So che fanno confusione, si fanno chiamare anche biancoblu:)

Ot: eh io sono poco aggiornata, cattiva tifosa.

12.
"Alvise Oltrona Visconti. Un genio. Ovviamente scomparsa".

> Ti porto sue notizie, Baol:).

Testualmente:
"Beh, sono vivo
e maschio.
E ringrazio.

Ho scritto dell'altro, poco: scrivono troppo in troppi.
(...)
Mi hanno pubblicato solo un altro racconto
"Ce ne ho i coglioni pieni" su Storie
che è stato anche letto dal grande Mariano Rigillo
Foste interessati ad ascoltarlo il link è questo:
www.tinteunite.it/tinteunite/Approfondimenti/Altro/Rigillo.html

"

Relata refero. Il resto è per te, ti inoltro la mail.

Novità!

LUPI: "Se io fossi Baricco" in USCITA
*
Per capire questo pazzo libro
*
Per capire le tematiche affrontate da Se io fossi Baricco, sarebbe interessante leggere Quasi quasi faccio anch?io un corso di scrittura (Stampa Alternativa, 2004) e Nemici miei (Stampa Alternativa, 2005), due libri che hanno fatto incazzare tanta gente permalosa, ma al tempo stesso sono serviti a far aprire gli occhi a molte persone che si avvicinavano al mondo dell?editoria. Credo che li trovate ancora in qualche libreria che non venda solo Faletti, Dan Brown, vampiri adolescenti, gialli scandinavi, marescialli ciccioni di provincia e camillerate varie. Se non li trovate, ordinateli. Al limite mi scrivete una mail (lupi@infol.it) e ve li mando io con poca spesa.
Intendiamoci, non è obbligatorio, potete leggere questo libro anche da solo, non ci sono antefatti da scoprire, assassini da indagare, storie da sapere, ma il clima di fondo di quei due vecchi libri era parecchio genuino, venivano fuori da solenni incazzature alla Bianciardi.
Adesso sono un vecchio scrittore di provincia, imbiancato nell?underground, rassegnato al mio ruolo, forse meno incazzato di prima, di sicuro molto più disilluso e meno sicuro di poter cambiare il mondo. Ma riesco ancora a parlare e non è mica una cosa da poco, se penso a quel che deve fare Yoani Sánchez da Cuba per far trapelare le sue opinioni. Io vivo in un mondo corrotto e consumistico, pieno di mafie e poteri occulti, amicizie che si danno la mano, furboni che ti fregano e via col tango, ma sono libero di scrivere quel che mi pare. Posso pure affermare che dal 2004 a oggi non è cambiato mica molto, un tempo lo Strega lo vinceva Veronesi, adesso Scarpa. Per dirla con mio nonno: al peggio non c?è mai fine. Prima o poi faranno Ministro della Cultura Baricco, oppure Aldo Nove, consiglieri speciali Tullio Avoledo e Giulio Mozzi, delega per teatro e cinema ad Alberto Bevilacqua. Michela Miti prenderà il posto della Cavagna, anche se non è più la stessa di Vieni avanti cretino e dei film di Pierino?
Ultimo avvertimento. Non mi date dell?analfabeta come ha fatto qualcuno che non ha capito i libri precedenti. Il libro è scritto in uno stile che rispecchia il toscano parlato dalla gente di strada, quella che pontifica al bar sulle rovesciate di Totti e sulle sconfitte della Fiorentina. Ecco, io ho preso a prestito quella lingua sgrammaticata per dire quattro cazzate sulla letteratura e sul mondo dell?editoria. Se volete libri scritti in italiano perfetto ne ho pubblicati molti, basta scegliere a caso dalla nota bibliografica finale. Ma quando m?incazzo non posso stare attento alle virgole agli a me mi. Per le incazzature serve uno stile viscerale, qualcosa che vomiti rabbia e disprezzo sulle pagine bianche. Adesso vi lascio al libro. In fondo questa doveva essere solo un?introduzione, mica un racconto.

Gordiano Lupi
lupi@infol.it ? www.infol.it/lupi

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