"Emoterapia" è un disco ostico, della durata di poco meno di 37 minuti, a tratti irritante per chi non è abituato e disposto ad ascolti complessi, ad improvvise interruzioni sonore, a sperimentazioni e divagazioni.
Un pastiche sonoro e linguistico che prende e rilascia, che s'aggroviglia e improvvisamente acceca, che agisce per accumulo e sottrazioni, in cui convivono e litigano allo stesso tempo Beck, Frank Zappa, no-wave, elettronica, cabaret, cantautorato, possibili hit radiofoniche, reminescenze cinematografiche, incursioni meta-musicali, space-rock, intermezzi interlocutori, cut-up di testi e suoni.
Basta leggere chi è Trivo per crederci: "rumori chitarre bassi tastiere synth loops batterie drumachines percussioni campanelli walkietalkie radio tv videogame voci musiche parole arrangiamenti registrazioni foto e grafica". Un disco dagli effetti allucinatori nato nel dolore come si può desumere dalle stesse parole di Trivo : “Un giorno, accompagnavo mio padre ad un ciclo di chemioterapia... ero nella sala d'aspetto e guardavo la faccia di tutti quei malati, compreso mio padre, che speravano di guarire. Io in realtà pensavo che quel trattamento fosse del tutto inutile per la loro salute fisica, ma probabilmente li avrebbe aiutati a sentirsi meglio moralmente. Così... nella mia testa, chemioterapia si è trasformato in emo-terapia, ovvero... la terapia per sentirsi meglio nell'anima... il modo per curare l'anima. Ovviamente sapevo che il prefisso "emo-" stava a indicare qualcosa di sanguigno, e quando son tornato a casa ho fatto una ricerca con "emoterapia" e ho trovato quanto segue: Emoterapìa è in medicina, l'introduzione per via parenterale di sangue umano (o di sue parti) a scopo terapeutico, sia per rifornire un organismo anemico o dissanguato (trasfusione), sia per attuare un'immunizzazione passiva, sia per supplire a un deficit di costituenti plasmatici (proteine, elementi corpuscolati, fattori della coagulazione)."
Un dolore esplicitato in testi soffocati dalla depressione e dalla rabbia che lasciano il segno negli animi tristi come il mio.
La prima traccia d'apertura, di appena 25 secondi è il degno ingresso nell'album, la presentazione di Trivo, "Nessuno desidera essere malato eppure tutti abbiamo bisogno delle nostre malattie" modulata su due voci contrastanti, seguita da lo space rock strumentale dall'andamento marziale di "La disciplina delle fermentazioni", l'incursione heavy di "Ratio Me Fugit", il possibile singolo lo-fi apparentemente comico che ti si stampa nella testa "Ho un gatto nel cervello" col testo che recita con tanto di miao miao felino "Substrati nutritivi e liquidi fisiologici si sfidano all'interno della tua identità ominide si annidano fattori esogeni in avaria digressioni avide di magia // ho un gatto nel cervello" che si finirebbe per sorridere se la memoria non corresse all'omonimo film di "Lucio Fulci" del 1990, l'incedere sbilenco e pronto al tracollo di "Ho bisogno di qualcosa di cui non ho bisogno" che è difficile trovare nell'attuale panorama italiano, l'invocazione sussurrata e distorta di "Nero" con la sua dichiarazione disarmante "Nero e viola come va? lampadina magica // stringo forte le catene // polvere d'argento nelle vene" , l'elettronica alla "Mars Attack!" di "Talking to Van Vera" e quella più alla cabaret trasformista di "Phantazomai", il livido quadretto da casa-famiglia-tv-calcio di "Perchè la cattiveria è enorme" con la voce distorta e l'incedere sonoro quasi industrial, l'incubo alla Badalamenti con la voce che ricorda quella di Gollum de "Il Signore degli Anelli" che esplode in un urlo, il pastiche space-metal di "Veronica ha un virus" e la pace finale nel folk-tronico di "Kisstarsky" che chiude il disco in punta di piedi.
La nota dolente di "Emoterapia" sono purtroppo gli intermezzi più o meno brevi (dai titoli sempre particolari) che risultano spesso interlocutori e finiscono per far perdere d'intensità ad un album che brilla comunque di una luce davvero speciale, seppure nerissima, come l'animo di questa gran bella speranza del panorama musicale italiano che si chiama Trivo.

Brevi note:
Trivo, all’anagrafe Rocco Triventi, nasce a Foggia nel 1977. Dal 1994 a oggi ha inciso oltre 200 canzoni, pubblicato una decina di demo suonando sempre tutti gli strumenti pur non avendo mai studiato musica. Ama il rock e l’elettronica, scherzosamente definisce i suoi pezzi “minipimerock”, “heavy mental”, “crossover totale globale” o semplicemente “pop”. Ha partecipato alle finali provinciale di Arezzo Wave nel 2006, e nel 2007 ha vinto 2 premi (miglior film per la giuria critica e miglior film per la giuria popolare) al Festival del Cinema Indipendente di Foggia grazie al suo primo cortometraggio “Lettera 22”.
Discografia: "Emoterapia" (Grezzissimo Productions, 2008)
Approfondimenti in rete:
http://www.myspace.com/elephantsuicide
http://www.creativecommons.it/
Il disco è scaricabile in mp3 oltre che direttamente dal myspace anche da diversi siti come:
http://indieitalia.blogspot.com/2009/12/trivo-emoterapia-2009.html
http://www.jamendo.com/it/album/49786
Altri link:
http://www.rockit.it/trivo
http://www.lastfm.it/music/
Da consultare su Lankelot:
http://www.lankelot.eu/cinema/lucio-fulci-un-gatto-nel-cervello.html
Commenti
Trivo, Emoterapia. Creative
Trivo, Emoterapia.
Creative Commons è un sistema gratuto alternativo alla SIAE regolarmente depositato.
http://www.creativecommons.it/
Il codice Ean non c'è,
Il codice Ean non c'è, proprio perchè il sistema utilizzato è Creative Commons. Ma il disco, molto valido, è stato ampiamente recensito nei siti specializzati e ci tenevo a portarlo anche su Lankelot
ben fatto;) sistemo subito i
ben fatto;) sistemo subito i links
[trivo] ""Nessuno desidera
[trivo] ""Nessuno desidera essere malato eppure tutti abbiamo bisogno delle nostre malattie"> Marina mi ha fatto leggere un bel libro, pubblicato dalle meritevoli Qiqajon di Bose: "L'umano soffrire" di Luciano Manicardi. Potrebbe piacere a questo musicista. E' un gran sostegno.
[trivo] and, cos'è la "no
[trivo] and, cos'è la "no wave" che nomini? Mi manca:)